Dal 19 febbraio al 15 maggio 2016, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita, a cura di Stefano Raimondi, la prima mostra personale in una istituzione italiana di due grandi maestri della scena americana contemporanea: Ryan McGinley e Rashid Johnson.
Due esposizioni indipendenti l’una dall’altra, allestite in spazi diversi del museo, eppure del tutto complementari, in grado di restituire la ricchezza di un panorama creativo tra i più dinamici al mondo.

Ryan McGinley (1977) presenta The Four Seasons, mostra che segna il primo evento che la GAMeC abbia mai dedicato alla giovane fotografia internazionale. Premiato fin dagli esordi dall’attenzione dei maggiori musei statunitensi, con personali al Whitney e al MoMA P.S.1, l’artista restituisce per immagini l’evoluzione del tipico Sogno Americano, filtrato attraverso il nichilismo proprio degli Anni Novanta. I suoi modelli si abbandonano a un erotismo disinvolto, altamente estetizzato, apparentemente disincantato eppure struggente nella sua sconfinata innocenza.

Racchiuse in quattro gruppi omogenei di opere, uno per ogni stagione dell’anno, le fotografie di McGinley affondano indagano l’irrisolta tensione positiva tra l’uomo e l’elemento naturale, con la dominante cromatica a dettare un ritmo che Stefano Raimondi non esita ad avvicinare alle suggestioni musicali di Antonio Vivaldi. Il blu ghiaccio dell’inverno si alterna al rosso fiammeggiante delle foglie d’autunno, al verde intenso della primavera e alle tonalità vivide e accese dell’estate, regalando un immaginario di assoluta empatia.

Rashid Johnson (1977) indaga con Poetry il rapporto con le proprie radici etniche e culturali, offrendo una nuova lettura della consapevolezza che la comunità afroamericana ha della propria dimensione nella complessa scena sociale americana. Sculture, dipinti, installazioni e video spaziano senza soluzione di continuità dal riferimento a elementi e feticci dell’epoca della Diaspora Africana (monili in guscio d’ostrica, burro di karité, ceramiche, piante) a iconografie figlie delle subculture urbane dei nostri giorni, con uno sguardo all’hip-hop dei Public Enemy e alla contraddittoria figura di Bill Cosby.

Come McGinley, anche Johnson può dirsi a pieno titolo un predestinato: ha appena ventun anni quando – era il 2011 – è il più giovane artista a essere invitato alla mostra “Freestyle” allo Studio Museum di Harlem a cura di Thelma Golden, che proprio per questa occasione coniò il termine “Post-Black Art”. Da quel momento in poi si succedono senza sosta mostre e interventi per spazi pubblici e gallerie private tra i più importanti al mondo: dal Museum of Contemporary Art della natia Chicago alla Kunsthalle di Winterthur.

Bergamo, GAMeC

Ryan McGinley – The Four Seasons

Rashid Johnson – Poetry

19 febbraio 2016 – 15 maggio 2016

Ryan McGinley_Plotter Kill Storm, 2015