Cinzia Battagliola è nata e vive a Brescia. Ha iniziato la sua carriera da fotografa come autodidatta, approfondendo poi le sue conoscenze tecniche con corsi a Brescia, Milano e Varese.
A partire dal 2010, il suo percorso creativo ha trovato nell’autoritratto l’espressione artistica che non ha più abbandonato. Utilizzando una piccola macchina Polaroid, gli scatti seguono un progetto di sequenze che ritraggono il corpo come contenitore di memoria ed elemento in continua trasformazione, come involucro in contatto diretto con la mente.
Nel 2015 Cinzia Battagliola ha pubblicato il suo primo libro fotografico Sul filo dei sogni inserito nelle librerie milanesi Carla Sozzani e Armani Libri. Ha partecipato a numerose Mostre ed Esposizioni in numerose città italiane: Venezia, Bologna, Firenze, Genova, Brescia, Milano, Senigallia, Carrara.
Nel 2016 la fotografa è stata curatrice della Mostra: PhotograpHER donne che fotografano le donne, presso SPAZIO CONTEMPORANEA di Brescia in cui erano esposte opere di oltre 70 artiste internazionali tra cui: J.M.Cameron, Ruth Bernard, Diane Arbus, Francesca Woodman, Cindy Sherman,ecc. Alcune delle sue opere sono esposte nella collezione permanente del Museo Musif di Senigallia.
Dal 2007 Cinzia Battagliola lavora con progetti all’interno delle scuole per promuovere la fotografia come mezzo espressivo e di linguaggio e, dal 2017, organizza workshop dedicati alla fotografia istantanea e all’autoritratto.Nel 2019 ha ottenuto la nomina da parte della FIAF di Tutor fotografico.
A fine ottobre 2020 ha esposto i suoi progettia Brescia in una Mostra personale presso lo Spazio S. Zenone all’Arco dal titolo “Fili Invisibili”.
I progetti presentati: ”No going back” e “Il duello del sè” sono stati realizzati nel 2016. Lavorando principalmente sull’autoritratto vi è la necessità di esprimere il pensiero attraverso forme e gesti che rimandano all’essenza delle cose. L’autoritratto è una forma di espressione che si realizza attraverso la gestualità e la forma e l’utilizzo della fotografia istantanea (Polaroid), per la sua apparente semplicità, risponde alla necessità di dedicarsi quasi esclusivamente all’atto creativo e a un desiderio di autenticità. Il risultato è per sua natura unico e irripetibile comprese le imperfezioni che contribuiscono all’imprevedibilità di questa procedura così come l’errore che diventa parte integrante del progetto stesso. Lo sdoppiamento della figura, dove positivo e negativo si affrontano, è il tentativo di unione o di lotta fra le due parti. La fotografia di Cinzia Battagliola attinge dal sogno, per diventare rivelatrice dell’inespresso che si manifesta con il corpo che attraversa il tempo nel suo fluire, dando consistenza alla nostra esistenza.
Cinzia Battagliola
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