Reperti Urbani. L’architettura viene considerata l’arte più antica al mondo. Si può tranquillamente affermare che sia sempre esistita una relazione profonda e remota tra architettura e l’uomo, dove gli esseri umani giocano nelle varie epoche storiche, ruoli diversi e di varia natura, da quello di costruttori, fruitori, demolitori o semplicemente osservatori.Il saggio di W.Benjamin pubblicato nel 1936 dal titolo “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” riporta le seguenti parole: “L’architettura ha sempre fornito il prototipo di un’opera d’arte la cui ricezione avviene nella distrazione da parte della collettività”
La distrazione da parte dell’uomo, fruitore, verso la più antica tra le arti e quindi, verso la propria casa o la città dove vive è un argomento che mi ha sempre incuriosito. Una delle distrazioni più evidenti degli abitanti di una città è l’abbandono incontrollato di materiali e rifiuti di varia natura. Il progetto intitolato “REPERTI URBANI” nasce come una dettagliata e oggettiva visione di questo rapporto poco rispettoso tra uomo-città, da parte della collettività.Inizialmente ho scelto di svolgere il progetto all’interno della Bolognina, quartiere di Bologna poi successivamente la ricerca visiva è proseguita verso le zone limitrofe. Composto di ventisei foto a colori di cui tredici rappresentano la zona urbana presa in esame e tredici sono still life, degli oggetti ritrovati. Scelti gli edifici, ho posto l’attenzione al suolo su cui son stati costruiti tali strutture architettoniche, raccogliendo gli oggetti abbandonati in questi luoghi come reale testimonianza del passaggio dell’uomo e della sua relazione di “ abitare” quella parte del mondo.
Danila Dalmonte. Nel 2013 ho iniziato l’Accademia di Belle Arti di Venezia, seguendo il “Corso gratuito di nudo” dove studio, attraverso il disegno, l’anatomia e l’effetto della luce sul corpo. Il nudo maschile e femminile diventa il mio interesse primario in tutte le mie scelte artistiche, pittoriche e fotografiche. Nel 2014 ho iniziato a utilizzare le vecchie fotocamere Polaroid. Nel 2019 ho seguito il corso universitario “DAMS Art, Music and Show” a Bologna. Scrivendo la tesi dal titolo “SAUDEK – FOTOGRAFIA DI VITA ED EROTISMO”. Mi piace pensare che nell’arte il corpo sia un paroliere per descrivere ossessioni, desideri nascosti o nudità semplicemente intime. La mia scelta di scattare foto in cui utilizzare film con sviluppo immediato (Polaroid, Fuji, ecc.) deriva dalla necessità di spontaneità delle foto e dal colore , particolare che deriva da questi scatti analogici. Attualmente frequento il biennio di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.