Vicino a te, vicino a me / Near to you, near to me
Se il “vedere” è essenzialmente un ri-conoscere, perché consiste nel risvegliare nel cervello conoscenze già presenti, cosa è il “fotografare”? Roland Barthes in La chambre claire afferma che per guardare (o scattare) una fotografia (o un’immagine) bisogna unire due voci: la voce della banalità (ciò che si vede e già si sa) e la voce della singolarità (che riempie la banalità con l’emozione capace di rinnovare anche il sentimento). Questo è quello che fa Cosmo Laera quando guarda “con occhi nuovi” – come suggeriva Marcel Proust – la realtà del mondo che abbiamo sempre sotto gli occhi.
La sua ricerca fotografica è segnata, in un pluridecennale e ricco percorso artistico, da due temi prioritari: il territorio e la figura umana. Attraverso di essi, lo sguardo dell’autore crea legami, tesse racconti, getta ponti. Apre finestre sullo spazio e svela luoghi. Ferma l’attenzione su volti e corpi e scopre storie. Le tracce di vita di sconosciuti si annodano con i frammenti dell’ambiente: le pietre dei muri, le chianche delle strade, i gesti quotidiani, gli oggetti comuni, i pezzi di cielo tra le pareti, i fili metallici che separano le nubi. Impasti di architetture antiche e moderne, pezzetti di passato e pre-visioni di futuro, parole e grida, passi e rumori. Laera è un cacciatore, ma non solo di immagini. Piuttosto è un cacciatore di realtà, le realtà che sono tante quanti noi siamo. E forse di più. In questo intervento di fotografia ambientale, “Vicino a te, vicino a me / Near to you, near to me”, cerca e trova microcosmi fatti di vicinanza, relazione, condivisione; descrive con la luce e modella con le ombre piccoli eventi e semplici scenari di un angolo di strada o di una corte del borgo antico. Fotografia e video documentano gli itinerari tra un ritratto ambientato e un paesaggio urbano. Poi, Laera amplia lo sguardo dell’obiettivo sino ad invadere i paesaggi sconfinata del web: la messa in rete delle immagini coinvolge comunità più ampie, l’amicizia di vicinato diventa l’amicizia dei social network, la quotidianità del presente diventa flusso temporale. Il vicino diventa lontano. Il lontano diventa vicino. [Testo di Maria Vinella]
Cosmo Laera è nato in Puglia ad Alberobello nel 1962, ha iniziato il suo rapporto con la fotografia da giovanissimo scegliendo di percorrere la carriera artistica e professionale nella sua terra d’origine. Ha avviato la sua attività espositiva negli anni ottanta proponendo la sua produzione all’interno di mostre e festival in Italia e all’estero. Da queste esperienze nasce il suo progetto di vita che da più di trentanni sta sviluppando affermandosi come curatore di mostre, festival e rassegne internazionali. Resta determinato nel proseguire la sua ricerca fotografica sempre più incentrata sul rapporto tra visione e territorio: il fine di queste opere è rivelare aspetti di immediata empatia tra i luoghi e la loro morfologia indipendentemente dalla loro funzione. Concettualmente le fotografie assumono un potenziale espressivo in continua evoluzione che permette una ri-conoscenza e uno sviluppo dell’attenzione intorno al luogo o al soggetto ritratto.
Sostenitore della necessità di creare confronti dialettici ha creato e diretto quattro edizioni di Montedoro Fotografia dal 1992 al 1995 e nove edizioni di Alberobello Fotografia / Fotografia in Puglia dal 1996 al 2004 e di altre manifestazioni sul territorio pugliese, creando una rete di produzioni tra gli autori più celebri della fotografia internazionale e i microclimi urbani di piccoli centri, affermando l’identità culturale attraverso un’iconografia in tempo reale. Collabora alla realizzazione di premi di portata internazionali e cura il settore fotografico di progetti espositivi ed editoriali quali: Mediterranea 2005, Premio Internazionale BARIPhotoCamera 2006; Basilico Bari 2007; Oltre la Pietra 2008. Dal 2003 al 2012 è direttore artistico di Corigliano Calabro Fotografia, dal 2009 al 2012 è Direttore Artistico del settore fotografico della Vedetta sul Mediterraneo a Giovinazzo (Ba). Ha partecipato come autore a mostre collettive e ha esposto in galleria, musei ed istituzioni. Dal 2006 insegna fotografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Vive e lavora tra Milano e Alberobello.