Enrico Doria è nato a Palermo nel 1978. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Genetica e Scienze Biomolecolari presso l’Università di Pavia. Appassionato di fotografia sin da bambino quando ha cominciato a scattare con una Canon AT1 del padre, il suo percorso fotografico è cominciato dal 2004. Ha lavorato sia a diversi progetti personali e intimistici, utilizzando la pellicola 35mm e il medio formato, che di reportage: ha documentato la vita della comunità Sinti a Pavia; in Sudafrica, ha raccontato la condizione sociale post-apartheid sia della popolazione bianca che di quella di colore; in Tunisia meridionale, ha illustrato i territori e alcune delle condizioni di vita della popolazione uscita dalla primavera araba; con il suo ultimo lavoro sta approfondendo il tema della sostenibilità del sistema agro-alimentare e del riciclo degli scarti.
Esprits
Esprits è un progetto diario (è in corso dal 2012), una serie di appunti fotografici che parlano di memorie sbiadite e di ricordi accennati che spesso si presentano come fossero spiriti. Sono le doppie o le lunghe esposizioni a rappresentare la fugacità e tutto l’effimero d’immagini che svelano figure umane, di animali, luoghi o strade, che si sovrappongono ricreando qualcosa che si stacca definitivamente dalla realtà. Le figure umane sono spesso le “custodi” delle memorie, quelle a cui inevitabilmente leghiamo molte delle emozioni che ci portiamo dietro. “La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace” scriveva Primo Levi. I ricordi che giacciono in noi tendono a cancellarsi con gli anni, ma non solo, spesso si modificano o si accrescono, incorporando lineamenti estranei. Spesso quello che ricordiamo non coincide con la realtà. La memoria s’impregna di contorni desiderati. Esprits dunque può essere considerato un documentario su di me e sul mio modo di interpretare le diverse esperienze che ho vissuto. Chiunque può vedere qualcosa di personale in queste immagini che non sono definite perché devono lasciare qualcosa di immaginato.