“9_9“. Nel “romanzo visivo” che rende nella sua interezza il senso profondo del progetto “9_9”, Kristin Man svela un’umanità che ancora persiste nel mondo globalizzato e, al tempo stesso, condivide le sensazioni concepite in un viaggio lungo 3 anni. Nata a Hong Kong da madre e padre etnicamente cinesi, Kristin Man, di nazionalità canadese e britannica, vive in Asia, Europa e Nord America in qualità di “artista nomade”, con l’intenzione di portare avanti una riflessione, artistica e filosofica, sul concetto di identità. In questa eterno vagabondare Man intercetta il suo personale senso di “comunità”, non intrappolata entro confini geografici, ma estesa a tutti coloro che hanno un comune sentire e che condividono con lei sogni, aspirazioni, visione estetica. La comunità di Kristin Man è quella degli artisti. Inizia così un pellegrinaggio in lungo e in largo attraverso l’Italia, il Bel Paese, lì dove arte e ingegno affondano le proprie radici, alla ricerca di contatti fisici ed emozionali con i principali rappresentanti del panorama artistico nazionale. Con la “comunità artistica italiana” sviluppa, per sua stessa dichiarazione, un “legame speciale”, basato sulla voglia di condivisione.
Kristin Man. Dopo la laurea spazia attraverso esperienze lavorative diverse, dalla finanza alla pubblicità, torna quindi negli Stati Uniti per frequentare un master di Economia e Commercio presso la Columbia University (2 anni). Nel frattempo frequenta anche un corso di Cinema presso la Film School della Columbia. Dopo la laurea vive e lavora a Londra (2001-2011), successivamente a Singapore (2 anni e mezzo). Continua in tutti i paesi e le città che visita e in cui vive a “cercare” l’arte, imparando dall’esperienza diretta e frequentando workshop, master, stage. La sua casa è il luogo dove è. Gode delle cose intangibili che ogni tanto sente come importanti e fondamentali quanto l’aria che respira. Apprezza come la bellezza e la forma non siano necessariamente definibili. In un mondo caratterizzato dall’informazione, eppure pieno di misteri, continua a fare domande. Si è immersa nella fotografia e in camera oscura dal 1990. Si ispira a molteplici discipline: poesia, cinema, danza, musica, filosofia e pittura. Scrive poesie in inglese, cinese e italiano. Sia in “Frammenti di Materia Grigia”, suo primo lavoro fotografico sull’identità, che in “9_9”, ha tradotto la sua poesia in immagini. Continuo su quest’onda a realizzare lavori.