AION. “Nella natura il gioco delle forme è preda di un’accidentalità sregolata e sfrenata, ogni forma manca per sé del concetto di se stessa”, sosteneva Hegel nella sua Filosofia della Natura. Tale pensiero, connesso fortemente all’idea parallela (sempre hegeliana) di natura come “enigma”, è presente con assoluta chiarezza nel lavoro di Orith Youdovich intitolato Aion.
Conformazioni inspiegabili, configurazioni cangianti, intrecci imprevedibili, ombre indecifrabili, riflessi improvvisi, linee anarchiche. Lo sguardo di Orith Youdovich coglie il gorgo impenetrabile del significante che governa le geometrie di una realtà sempre in movimento. Si tratta però di un “moto” senza direzione che annulla le coordinate dello spazio-tempo, nega il concetto di composizione e si pone fuori dal concetto borghese di arte. L’immagine, in tal senso, diviene l’eco di un presente che, esattamente come le forme della natura, manca sempre a se stesso e si comunica come istante atopico fortunatamente non decisivo.
Orith Youdovich vive e lavora tra Roma e Tel Aviv. Diplomata in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia di Roma (ISF, 1992). Da diversi anni ha abbandonato il reportage sociale per dedicarsi alla fotografia di tipo concettuale e da allora dirige il proprio sguardo creativo sul mondo in un continuo processo di analisi del rapporto tra sguardo soggettivo e paesaggio. Svolge inoltre un’attività di ricerca artistica basata sulla connessione tra fotografia e cinema.
Ha esposto le sue fotografie in mostre personali e collettive. È vice direttore della testata giornalistica online CultFrame – Arti Visive e per nove anni è stata direttore responsabile di Punto di Svista – Arti Visive in Italia. Ha pubblicato per Postcart Il vento e il melograno – Fotografia Contemporanea Israeliana (2017) e Cosa devo guardare. Riflessioni critiche e fotografiche sui paesaggi di Michelangelo Antonioni (2012) e per FPM ha curato il volume Fotografia Israeliana Contemporanea (2005). Nel 2009 ha co-fondato l’Associazione Culturale Punto di Svista.