Francesca De Santis è nata nel 1983 a Bari, città amata e detentrice delle sue origini, degli scenari di crescita sin qui vissuti e della prima idea di bellezza che l’ha affascinata. Dopo la maturità scientifica e sette anni di studi in Fisica, diventa protagonista di un radicale cambio di rotta, una e vera e propria rivoluzione copernicana, che l’ha portata a ricercare nella scrittura di luce il mezzo più sincero e puntuale per esprimere se stessa. La fotografia è stata, quindi, subito avvertita un istinto primordiale e un piacere irrinunciabile. Lo studio teorico e pratico di quest’arte l’ha vista subito immersa nella realtà operativa della fotografia di reportage d’eventi, del ritratto e della fotografia pubblicitaria. Ha preso parte a numerose le mostre e le iniziative culturali: esposizioni collettive e personali, manifestazioni, fiere e festival anche di respiro internazionale. Da gennaio 2013 ha avuto inizio la sua attività nei campi divulgativo e formativo, con particolare attenzione alle nozioni della tecnica fotografica di base e ai temi della composizione grafica e della percezione visiva, della comunicazione subliminale e della bellezza. Ha finora tenuto workshop, corsi e conferenze per enti tra i quali il Museo della Fotografia del Politecnico di Bari (presso il quale è stata anche docente di corsi rivolti ai sordi e ai giovani under 18), il CIASU (Centro Internazionale Alti Studi Universitari), il CSVSN di Bari (Centro di Servizio al Volontariato San Nicola).
BELLEZZA IN CITTA’
Francesca De Santis è tra quei giovani fotografi emergenti che hanno le carte in regola per travalicare i confini del nostro territorio in vista di affermazioni di più ampio respiro. In questi anni ha collaborato attivamente con il Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, organizzando numerosi corsi e workshop dedicati sia ad allievi ancora da formare sia rivolti a fotografi già educati all’arte. In questo suo lavoro, F. De Santis, per osservare il paesaggio urbano, prende a pretesto una modella ritratta costantemente di spalle, che sfoggia cappelli sempre diversi, in sintonia con i luoghi e le architetture. Non è una citazione “fantastico-surreale”, ma la misurazione di un territorio, in questo caso la città di Bari, mediante la Fashion Photography all’autrice assai congeniale. È l’emozione del makeup quotidiano, dell’immenso charme della città che esiste nella densità della luce e del suono, nel rapporto tra infinito ed estetica. Il Fotografo vive intensamente la sinfonia del mito quotidiano, dei luoghi che a poco a poco si animano. Il cappello diventa allora un confine vibrante tra i due soggetti: lo spazio e l’alter ego/modella. Un confine costruito, affascinante, elemento dinamico che determina un’atmosfera equidistante al paesaggio, tra tradizione e trasformazione. [Testo di Pioantonio Meledandri, Responsabile artistico Museo della Fotografia Politecnico di Bari]