Giuseppe Iannello (1982) è un fotografo che vive a Palermo laureato in Documentary Photography presso la University of South Wales. Il suo primo approccio alla fotografia lo ha visto utilizzare macchine a pellicola, che ancora oggi predilige. Attualmente sta esplorando diversi campi delle arti visive, intervenendo direttamente sui luoghi urbani attraverso cutting off e proiezioni, spingendo i confini del lavoro tradizionale bidimensionale al tridimensionale. Il suo ultimo progetto ‘Gibellina 1968 – otto minuti dopo le tre’ ha vinto l’edizione 2017 Ragusa Fotofestival ed è stato esposto a Milano presso lo Studio Museo Francesco Messina.
Ghana-Palermo. Il gioco del calcio è da sempre simbolo di aggregazione, di comunità. Fin da piccoli ci si indentifica con un calciatore importante e si sostiene una determinata squadra di calcio. In un periodo in cui si vedono meno ragazzini giocare a calcio per strada, un gruppo di ragazzi ghanesi si incontra ogni domenica per giocare a calcio al Foro Italico di Palermo. Ognuno di loro indossa una maglia di calcio di squadre europee e in quel momento sembrano dei professionisti. Molti di loro hanno un lavoro sottopagato, magari illegale o, in alcuni casi, non hanno un lavoro. Il contrasto tra la loro situazione economico-sociale e il concetto che ruota attorno al calcio è al centro di questo lavoro. L’idea di molti di questi giovani è di provare a fare della loro capacità atletica, una loro possibilità di futuro sulla scorta di alcuni connazionali che ce l’hanno fatta. Ritrovarsi assieme le domeniche mattina, non è solo un momento tutto loro per riappropriarsi attraverso il gioco di uno spazio di condivisione, ma per esprimere una loro appartenenza e un loro desiderio. Lo spazio si dilata talora ad accogliere anche chi li osserva che diventa parte integrante del gruppo. Ho realizzato dei ritratti in stile figurine Panini e, nel retro di ogni figurina, ho scritto una breve descrizione del giocatore. Ho voluto giocare con l’ambiguità trasmessa dall’immagine per creare una disconnessione tra l’idea del calciatore superpagato e l’immigrato.