Michele Martinelli. Nato a Pietrasanta (provincia di Lucca – Italia) il 29 agosto 1979, vivo attualmente nella città di Lucca e dopo aver compiuto un percorso di formazione artistica al momento lavoro come fotografo freelance documentarista dopo essermi occupato di restauro e conservazione di beni culturali per circa venti anni. Sensibile alla comunicazione attraverso le forme espressive artistiche, nel 2009 mi avvicino alla fotografia che, insieme alla curiosità del viaggiatore, ha cambiato e dato senso profondo alla mia vita. Viaggiare e trasmettere tradizioni e sensazioni attraverso un’immagine è offrire una eredità emotiva e culturale a chi verrà dopo di noi, fissando la memoria delle radici dell’umanità. Nell’anno 2015 conseguo un master in fotogiornalismo e fotografia documentaria presso la scuola Fondazione Studio Marangoni di Firenze in Italia. Inizio quindi ad esercitare la professione di fotografo freelance realizzando progetti autoriali e continuando ad investire in una mia formazione nella comunicazione visiva. Alcuni dei miei lavori sono stati pubblicati su vari Magazine tra cui Daily Mail, Prier Magzine, L’oeil de la Photographie, ArtDoc Magazine, Asian Geographic e National Geographic. Nei miei progetti In modo particolare sono attento all’aspetto antropologico ed ambientale, rimanendo prevalentemente affascinato dall’essere umano e dai suoi intimi istanti preziosi.
FAR SOUTH – Nelle profonde terre di Calabria. La Calabria nel sud dell’Italia è una terra di sopravvivenza e conquista da parte dell’uomo fin dagli albori della civiltà, merito della sua posizione geografica nel centro del Mediterraneo, che la rende fin dall’origine territorio di transito e di incontro. Bovini, ovini e caprini hanno dato da vivere per secoli agli abitanti delle montagne Calabresi. Il fenomeno che da tempo si verifica tuttavia è quello di un lento abbandono dell’attività allevatoriale e il conseguente decremento produttivo ed economico, dovuto non solo alla durezza del lavoro ma anche ad una economia agricola sempre più incerta e poco remunerativa. Programmi di intervento protettivo tramite finanziamenti europei, sono riuscite in parte a sanare una situazione che nel tempo si dimostra piuttosto precaria. La difesa e la tutela degli allevamenti calabresi è una attività importante per tutto il territorio italiano, in quanto la loro perdita è un danno non solo economico ma anche culturale.