Valeria Pierini fondatrice e art director di Incontri di fotografia, è un’artista fotografa umbra laureata in comunicazione di massa. La sua ricerca negli ultimi anni sta ponendo molta attenzione alla docu-fiction, unendo materie scientifiche, letterarie e antropologiche nonché sperimenta varie ibridazioni della fotografia con altri medium. Ha esposto in numerose collettive e personali in Italia e all’estero, tiene corsi e workshop, per adulti e ragazzi, in associazioni scuole ed università. I suoi lavori sono stati selezionati in molti concorsi e festival nonché ampiamente pubblicati. Le sue opere sono collezionate in Italia e all’estero e di recente, la sua opera ‘Le balene ubbidiscono a Dio’ è entrata a far parte della collezione della fondazione Biagi.

Pelagenio, 2023. Fotografia digitale, disegno a penna, soundscape in loop. Dove sorge ora l’Umbria una volta c’era il mare. Ho avuto modo di lavorare su quelle che erano le sponde dell’Oceano Tetide, laddove formavano un golfo in quella che oggi è la zona dell’orvietano. ‘Pelagenio’, è il termine coniato insieme alla filologa classica Martina Mencarini e sta per ‘nato dal mare’. Ho realizzato una mappa del e sul paesaggio che, partendo da dati presi sul territorio, si dirama attraverso simbologie e suggestioni legate all’acqua. Grotte, fontane, fiumi e valli, antichi fondali, la Luna, sono alcuni dei protagonisti della mia storia perché legati alle narrazioni geologiche e umane sul e del territorio relativi alla sacralità delle acque e dei riti di vegetazione comuni alle culture. Ho costruito il mio racconto letteralmente attaccando le foto che realizzavo al muro. In questo modo l’esito delle ricerche è una mappa, un’installazione presentata attraverso la giustapposizione di fotografie, disegni e soundscapes, che crea richiami ed echi tra cosa c’era e cosa c’è adesso. Partendo da un disegno che ritrae le ossa delle balene preistoriche così come ritrovate a Bargiano, nell’orvietano – balene che sono il sottofondo di tutta l’opera – ho creato un prima e un dopo, dal buio alla luce, dalla nebbia alla visibilità, un percorso alchemico ideale tra geologia e storytelling che dall’inizio alla fine richiama la collina di argilla di Bargiano: fondale e linea costiera dell’Oceano Tetide, ora emerso e costellato di conchiglie e altri fossili tra i quali l’ambra grigia fossilizzata (unico luogo al mondo in cui è stata trovata).

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