RE:HUMANISM. Re:define the boundaries. fino al 30 maggio 2021 allo Spazio Corner Maxxi del Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo – Roma, Italia.
Re:Humanism – Re:define the Boundaries, la mostra collettiva che indaga il rapporto fra Intelligenza Artificiale e arte contemporanea, è ospitata fino al 30 maggio nello Spazio CORNER MAXXI del Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, a Roma.
In mostra saranno esposti i progetti vincitori della seconda edizione del Re:Humanism Art Prize che attraverso una call for artists internazionale ha raccolto oltre duecento candidature da tutto il mondo. Ai dieci finalisti si aggiunge l’opera di Francesco Luzzana, vincitrice dello speciale Romaeuropa Digitalive Prize che verrà invece presentata nell’ambito del festival romano nell’autunno 2021. Anche quest’anno il filo conduttore del Premio è stato quello di ricercare nei progetti una visione propositiva del futuro, attraverso una riflessione speculativa sul medium dell’intelligenza artificiale, incentivando lavori che prevedano l’uso del mezzo o anche l’analisi delle sue implicazioni sociali e culturali.
Le trasformazioni dei concetti di Corpo e Identità nell’era dell’Intelligenza Artificiale e le implicazioni politiche che ne conseguono, le nuove modalità di produzione della conoscenza e i cambiamenti introdotti dalla robotica e dal machine learning, la definizione di un approccio antropologico all’IA e le visioni sul futuro del nostro Pianeta. Questi i temi al centro di questa seconda edizione di Re:Humanism che gli artisti hanno interpretato seguendo molteplici traiettorie e concentrandosi su una serie di elementi in grado di creare una nuova visione dello sviluppo tecnologico human-centred.
Gli Entangled Others, ad esempio, hanno sfruttato le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per immaginare nuove forme di relazione, a partire dallo studio dei meccanismi che regolano la convivenza all’interno delle barriere coralline; Irene Fenara partecipa, invece, con un progetto che rilegge in chiave metaforica il fenomeno dell’estinzione delle tigri e la necessità di preservare una memoria digitale; mentre Yuguang Zhang si interroga sulla relazione che ci lega agli oggetti di uso quotidiano e al confine sottile tra umano e non umano.
Tra gli altri finalisti: Johanna Bruckner riflette sull’instabilità delle categorie di sesso e genere, il collettivo Umanesimo Artificiale si è occupato di tradurre in suono le mutazioni del DNA, mentre il duo formato da Elizabeth Christoforetti & Romy El Sayah propone un nuovo approccio urbanistico e progettuale. Mariagrazia Pontorno ed Egor Kraft con le loro opere hanno stabilito una connessione tra tecniche antiche e tecnologie contemporanee, e mentre Numero Cromatico pone la questione del futuro dell’artista umano nel mondo dell’IA, Carola Bonfili esplora mondi della realtà virtuale popolati dalle sue creature, sperimentando il perturbante dato dallo scollamento tra percezione della propria alterità e coscienza.

La mostra è curata da Daniela Cotimbo, curatrice e presidente dell’associazione Re:Humanism.

