Vesuvio, 11 luglio 2017. Maurizio Esposito. fino al 19 febbraio 2024. Mann, Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Italia (fotografie dal vernissage di Ludovico Brancaccio).

Il lavoro fotografico Vesuvio, 11 luglio 2017 (di cui 18 immagini stampata su grande formato sono in esposizione al Mann) è stato realizzato da Maurizio Esposito sulle pendici del Vesuvio. L’11 luglio 2017 un incendio devastante travolse e distrusse numerosi ettari del paesaggio boschivo del vulcano. Un biosistema in equilibrio scosso da un interminabile fuoco.

Una testimonianza secolare andava dissolvendosi “ho avvertito una sensazione di protezione verso ciò che pensavo appartenesse al passato”, racconta Maurizio Esposito. “Ho vissuto alle pendici del Vesuvio per 25 anni – continua-. La sensazione di appartenenza lentamente si era diluita con la lontananza e il tempo. Ma quando nel luglio del 2017 ho visto ettari di pinete andata trasformata in fumo e cenere e milioni di api morte, oltre alle specie vegetali minacciate, sono corso ad aiutare i vigili del fuoco. Coinvolto come volontario sin dai primi momenti dell’incendio nei soccorsi, ho sentito l’esigenza di indagare ciò che stava accadendo”.

Così ha avviato una ricerca fotografica durata oltre tre anni registrando non solo le forme di devastazione del un paesaggio ferito ma anche un tempo che, nelle sue espressioni più latenti e inesorabili, risana i danni.

Scoprendo infine una natura che si riappropria dei suoi spazi. Vesuvio, 11 luglio 2017 è anche una riflessione sul rapporto distruttivo tra uomo e natura. La ricerca sul paesaggio e la sua rappresentazione è al centro dell’indagine che il fotografo conduce da tempo e che lo ha portato a interessarsi ai cosiddetti “paesaggi in sparizione”. Questi contesti naturali, come i ghiacciai o gli ambienti subacquei, possiedono un potere evocativo significativo e sono ampiamente riconoscibili nell’immaginario collettivo. Tuttavia, a causa dei danni causati dall’inquinamento, dal surriscaldamento climatico e dalla incuria umana, stanno sperimentando una radicale e progressiva scomparsa.


