Procedimenti. Archivio Bruno Di Bello. fino al 30 marzo su appuntamento. Archivio Bruno Di Bello, Milano – Italia.
La mostra presenta un dialogo tra una selezione di opere della serie Segni di Luce di Bruno Di Bello (Torre del Greco, 10 maggio 1938 – Milano, 5 marzo 2019) e della serie Lucciole di Paola Di Bello (Napoli, 1961).
Nel 1977, nel buio del suo studio, Bruno impressiona la tela fotosensibile esponendola alla luce di una torcia. Nel 1988, Paola raccoglie venticinque lucciole e le introduce in una camera oscura, dove le lascia libere di muoversi sui fogli di pellicola fotografica in bianco e nero: espone la pellicola alle loro frequenze luminose poi libera le lucciole e sviluppa l’immagine. Accomunate da un’evidente similitudine visiva, le opere si distinguono a livello concettuale. A distanza di soli 11 anni, padre e figlia riflettono sul tema del ‘segno’ d’artista interrogando il concetto di autorialità con gli occhi di due generazioni differenti. L’opera di Bruno rappresenta la critica di un’intera generazione nei confronti della mitologizzazione del segno su tela inteso come la massima espressione del genio artistico: sfida la traccia, il tocco divino, la firma del Maestro, trasformandola in procedimento tecnico. Paola d’altro canto va oltre: rinuncia al controllo sul risultato dell’opera e affida il processo creativo al sistema di accoppiamento di una specie animale in via d’estinzione. L’opera diventa un dispositivo autonomo che crea immagini in collaborazione con la natura e che potenzialmente prescinde non solo dalla figura dell’artista, ma anche quasi dall’intervento umano.

Accanto al dialogo inedito tra le due serie dei segni di luce e delle Lucciole, la mostra presenta una selezione di opere significative: Art del 1973, Procedimento del 1974 e Autoritratto al lavoro del 1983. L’apertura straordinaria offre un’opportunità unica per esplorare l’opera dell’artista da un punto di vista privilegiato, entrando nello spazio che è stato il suo studio e scoprendo uno dei tanti ‘mondi’ nascosti a Milano.

Bruno Di Bello ha preso parte al Movimento dell’Arte Nucleare di Enrico Baj, al Gruppo ‘58, di cui è stato membro fondatore e alla Mec-Art di Pierre Restany. Ha stretto intensi rapporti con i galleristi Lucio Amelio a Napoli e Giorgio Marconi a Milano. La sua opera è stata esposta in numerosi musei nazionali e internazionali, tra cui: Fondazione Morra a Napoli, Grand Palais a Parigi, Mart a Rovereto, MAMbo Museo d’Arte Moderna a Bologna, Museo Boymans a Rotterdam, MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo Rufino Tamayo a Mexico City, Museo di Dortmund, Museo della Reggia di Caserta, Museo MADRE a Napoli e Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum a Graz.
Paola Di Bello è artista, fotografa e videomaker. Si è formata nello studio di suo padre Bruno. La sua ricerca artistica ben rappresenta le traiettorie che la fotografia europea ha intrapreso negli ultimi trent’anni tra la vocazione concettuale ereditata dalle generazioni precedenti e l’indagine sociale. Le sue opere sono state esposte nei seguenti musei: Museo del Novecento a Milano, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, Museo Maxxi a Roma, Louisiana Museum a Copenaghen, Museu Berardo a Lisbona, Mudam Luxemburg, Leubsdorf Art Gallery a New York. Ha partecipato alla 50a Biennale d’Arte di Venezia e alla Biennale fotografica di Daegu in Corea del Sud. Nel 2023 il Museo Maga di Gallarate ha acquisito un’opera di Bruno e una di Paola tramite Strategia Fotografia, promosso dalla DGCC del MiC.
Archivio Bruno Di Bello, nato a Milano nel 2019 su iniziativa degli eredi, ha come obiettivo principale valorizzare, tutelare e promuovere la figura e le opere dell’artista attraverso la catalogazione sistematica dell’intera produzione, la certificazione dell’autenticità delle opere, la conservazione di documenti di alto valore artistico e documentario e la collaborazione con studiosi e ricercatori al fine di divulgazione.

