Frammentazioni. Laura Francesca Di Trapani. Frascati & Serradifalco Editori, Roma. pag. 192

Il nuovo libro dell’autrice Laura Francesca Di Trapani, esplora la fotografia come un potente linguaggio non verbale, capace di attraversare esperienze personali e collettive. Un elemento esclusivo di “Frammentazioni” è la scrittura critica di Sandro Iovine, che affronta in profondità il tema dello scarto fotografico. Questa sezione arricchisce il libro, offrendo ulteriori spunti di riflessione su come le immagini possano rivelare e nascondere significati, creando un dialogo complesso tra fotografo e soggetto.

Il libro narra il percorso umano e artistico del fotografo sperimentalista Dodo Veneziano, stimolando una serie di riflessioni sul valore dell’immagine, sulla frammentazione e sui legami intimi che si instaurano tra chi scatta e chi è ritratto. Temi come la memoria, l’identità e il dolore vengono esplorati attraverso una narrazione visuale intensa, che permette di interpretare la propria esperienza attraverso quella degli altri.

Un attraversamento della fotografia, iniziato da un vissuto personale, fino al raggiungimento di una visione che possa appartenere a ognuno di noi, solcando la potenza di questo linguaggio non verbale che da sempre ci rende prede del suo fascino e del suo mistero. L’approccio scelto dall’autrice è all’insegna della soggettività (ma non potrebbe essere altrimenti). La lettura fotografica, come Susan Sontag ci insegna, deve essere individuale e non imposta, di chi in prima persona si appassiona e ragiona sulla nascita di un atto visivo, di chi vuole scegliere di descrivere l’umanizzazione di un autore e della sua opera.

Una storia personale in cui la fotografia è stata vissuta come atto liberatorio, generando una narrazione visuale molto forte che ci ha permesso di leggere la propria esperienza attraverso quella dell’altro. Nella visione, nell’osservazione di un corpo, di un oggetto si instaura il dialogo col mondo circostante. Questa forma altamente meditativa è testimonianza della presenza dell’essere umano nello spazio, del suo sguardo che si concretizza.

La fotografia – all’interno di un dibattito sulla conoscenza – rappresenta una disputa estremamente attiva a livello conoscitivo, estetico, filosofico per l’uomo. Poiché non si tratta meramente di immagini, ma di un processo, conseguenza di una visione intima, non esclusivamente generato da un dispositivo meccanico, ma da un dialogo che si è sedimentato nel tempo.