Leitmotiv. Gaia De Megni. fino al 24 gennaio 2025. Fondazione La Rocca, Pescara – Italia

Leitmotiv, la prima grande personale di Gaia De Megni, a cura di Francesca Guerisoli nella sala centrale della fondazione. La pratica di Gaia De Megni (Santa Margherita Ligure, 1993), giovane artista già protagonista di importanti mostre internazionali e premi, esplora il cinema come strumento di costruzione delle identità sociali. Attraverso un linguaggio che intreccia scultura, video e performance, De Megni rielabora il mito in chiave contemporanea, ponendo l’accento sulla potenza comunicativa delle immagini e decostruendo le narrazioni per svelarne aspetti latenti.

Leitmotiv comprende sette installazioni mixed media inedite, create per questa mostra. Le opere ruotano attorno a un tema centrale: il territorio d’origine dell’artista, una nota località turistica ligure sospesa tra autenticità e narrazione stereotipata. Con un approccio autobiografico, De Megni riflette sulla decostruzione di codici culturali e storici, sfidando l’idea occidentale di storia e memoria come temporalità lineari. Il luogo di nascita diventa così una mappa mutevole, un paesaggio in continua trasformazione dove realtà e finzione si intrecciano. L’artista utilizza oggetti e materiali eterogenei come costumi di carta, marionette per il teatro delle ombre, disegni su seta e rudimentali macchine di proiezione, che danno vita a una narrazione effimera e frammentaria.

Gli strumenti utilizzati, legati al mondo del cinema e del teatro, diventano dispositivi per attivare il racconto, suggerendo però la possibilità di un fallimento narrativo. In questo contesto, De Megni propone un metodo per esplorare il “non visibile”, un territorio che contempla l’errore e sfida le dinamiche dell’ipervisibilità contemporanea. Leitmotiv si presenta quindi come una colonna sonora muta, evocata tramite sottotitoli in audiodescrizione che suggeriscono suoni, voci e rumori.

Gaia De Megni (Santa Margherita Ligure, 1993 – vive tra Roma e Milano) si è diplomata alla NABA di Milano e ha frequentato il Master MAP_PA in Arti performative, organizzato da Palaexpo e dall’Accademia di Belle Arti di Roma.
Il suo lavoro, che spazia tra scultura, video e performance, analizza le possibilità di un’immagine attraverso la frantumazione dell’immaginario occidentale e delle sue rappresentazioni, guardando alle immagini in movimento (archivio cinematografico e digitale) per ritrovare matrici individuali e collettive. Costante è la ricerca di equilibrio tra monumento e movimento, tra solido e liquido. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive.