CAMPANIA TEATRO FESTIVAL. fino al 15 dicembre nei teatri della Campania.

“Battiti per la libertà”. È questo lo slogan della diciassettesima edizione del Campania Teatro Festival, l’ottava diretta da Ruggero Cappuccio, in programma fino al 15 dicembre.

Il Festival anche quest’anno sarà ricco di appuntamenti importanti con ben 40 spettacoli, molti dei quali al debutto, privilegiando le drammaturgie contemporanee. Un botteghino sarà allestito nei luoghi di spettacolo. I ticket costeranno da 8 a 5 euro. I possessori della card Feltrinelli potranno acquistare i biglietti a prezzo ridotto, mentre l’ingresso sarà totalmente gratuito per le fasce sociali più deboli.

Tra gli spettacoli in programma, che seguiremo dal vivo, si terranno: due spettacoli che il talentuoso e sempre originale regista belga Jan Fabre propone, entrambi nella Sala Assoli di Napoli. Una protesta contro la realtà e le sue leggi, contro i fatti e il loro conformismo. Questo, e non solo questo, è “I am a mistake”, letteralmente sono un errore, il testo di Jan Fabre che va in scena con la sua regia il 12 e il 13 novembre. Scritto da Fabre nel 1988, e dedicato non a caso al sovversivo cineasta Luis Bunuel e ad Antonin Artaud, il lavoro teatrale è una professione di fede da parte dell’artista, una schietta confessione, un mantra che ripete e divide. “Io sono un errore Perché non appartengo a una razza/Io sono un errore Perché sono un movimento solitario/Io sono un errore Perché sono ancora curioso/Io sono un errore Perché sono l’acerrimo nemico di me stesso”. Questo l’incipit di un monologo per fumatore incallito, come lo definì lo stesso Fabre, che invitò a partecipare alla creazione il compositore tedesco Wolfgang Rihm. Protagonista dello spettacolo è Irene Urciuoli. Il 10 dicembre (con replica l’11) approda a Napoli “I am sorry”, con Stella Hottler, che avevamo già apprezzato nel Campania Teatro del 2020. In questo caso la bravissima performer tedesca interpreta un personaggio perso e confuso, in un mondo che cambia. Si scusa per tutto, per come appare, per come si comporta, per quello che dice. Si incammina sulla strada dell’autocensura, mentre crede fermamente che invece il percorso giusto sarebbe quello di impegnarci in discussioni, scambiare idee o semplicemente parlare tra di noi. Quando una società si rifiuta di ascoltare le opinioni dissenzienti, finisce con l’indebolirsi e non rafforza le proprie argomentazioni. Il dialogo, si chiede e ci chiede Fabre, non è forse la base della democrazia?

Anticipa Jan Fabre in programma, l’omaggio a due grandi cantautori italiani “Tra Gaber e Faber”, di Neri Marcorè il 1° novembre al Mercadante. Un viaggio emozionante, dove, tra capolavori intramontabili, monologhi e poesia in musica, Marcorè dimostra, con passione e rispetto, che il genio è sempre profetico. E riesce a parlarci oggi, a distanza di 21 e 25 anni dalla scomparsa di Gaber e Faber, di temi come la necessità di confronto e la libertà, anche di amare chi si voglia. Tanto, certo, avrebbero potuto ancora raccontarci, tanto ci hanno lasciato in eredità di pensiero.  Con Marcorè in scena un’inedita band composta da sei talentuosi musicisti (Anais Drago, Fabrizio Guarino, Domenico Mariorenzi, Alessandro Patti, Simone Talone e Alessandro Tomei).

Il 4 dicembre, sempre al Mercadante c’è “Macbeth” di William Shakespeare, per la regia di Jacopo Gassmann, con Roberto Latini, Lucrezia Guidone, Nicola Pannelli e Olga Rossi. “Macbeth – come scrive Gassmann nelle note di regia – è il lungo viaggio di un uomo alle radici del male. O meglio ancora, il progressivo inabissamento di una coscienza nel vasto e inesplorato territorio del rimosso. Una lunga giornata che procede inesorabilmente verso la notte, una notte in cui tutto va storto, in cui l’ordine delle cose è rovesciato e la natura stessa viene ferita e violentata”. Attraverso un percorso a ritroso, che trasforma lentamente un guerriero all’apice della virilità in “un bambino sperduto con i capelli bianchi”.

Il 3 ottobre al teatro Sannazzaro il monologo di Ettore Bassi con un delicato accompagnamento di fisarmonica del Maestro Attilio Galizia prova a rispondere alla domanda: Quali sogni aveva negli occhi e nel cuore il giovane Marco Polo? Prodotto nel settecentesimo anniversario della scomparsa del grande esploratore veneziano, morto l’8 gennaio 1324 all’età di 70 anni, lo spettacolo “Marco, un giovane sognatore”, esclusiva di Vivere d’Arte Eventi, prova a indagare sulle esperienze più profonde dell’autore de “Il Milione”: come viveva le attese del ritorno, le emozioni delle scoperte, la lontananza dalla sua Venezia, i nuovi costumi e le abitudini di popoli così diversi da lui? Un viaggio straordinario sulle rotte dell’anima di un personaggio e del suo capolavoro letterario.

La musica di grandi artisti, da Giovanni Lindo Ferretti ai Depeche Mode, si mescola alle parole più antiche e universali del mondo in “Ismene” del poeta greco Ghiannis Ritsos, l’“opera rock” in programma il 12 ottobre alla Galleria Toledo di Napoli. Interpretata da Flavia Pezzo, che sarà in scena con Massimo Bevilacqua, la protagonista è la quarta e dimenticata figlia di Edipo, sorella di Antigone. Ismene, apparentemente rimasta ai margini della storia, denuncia uno ad uno i familiari e il contesto che ha determinato la rovina nella quale essa stessa si trova, rivendicando infine la libertà di decidere del proprio destino. “Un monologo intimo e potente che entra nelle viscere della contemporaneità”, come lo definisce il regista Fulvio Cauteruccio. Un inno alla vita, alla forza femminile, al coraggio delle donne, ma che affronta tanti altri temi che appartengono al nostro vissuto quotidiano: l’incomunicabilità che cresce e finisce per divorarti come un cancro, l’illusione del potere, il timore dei propri limiti o delle proprie emozioni, la paura, il rancore, l’amore rinnegato o respinto, il rimpianto, la tentazione della resa, la scelta di andare avanti mettendo sé stesse al primo posto.

Da segnalare, poi, al Teatro di Corte di Napoli, a cura della regista Nadia Baldi, gli spettacoli del Campania Teatro Festival realizzati in collaborazione con il Campania Libri Festival: quattro incontri tra reading teatrali e letterari, consacrati alle “Eretiche”, e altrettanti eventi dedicati a Giacomo Leopardi. Tre in programma il 4 e il 5 ottobre, mentre il 6 ottobre Anna Foglietta porterà in scena un suo omaggio teatrale al grande poeta.

Costruito come un mosaico, composto di diverse tessere, è il progetto “Eretika”, una giornata di eresie intorno a Giordano Bruno, fissata per il 7 novembre al teatro Mercadante. Inizierà in mattinata con un convegno dedicato, proseguirà con una lettura-spettacolo su testi del grande filosofo nolano e si concluderà con “Il rogo al contrario”, una specie di rito collettivo dove ognuno scriverà su un pezzo di carta un frammento di ignoranza a cui vorrebbe rinunciare nel futuro dell’umanità. L’atto finale sarà un falò, a ritmo di musica, dove verranno bruciate l’ignoranza, la chiusura mentale e le storture del mondo. Una giornata sull’eresia non può che essere una giornata sulle Verità scomode. Oggi tanta ricchezza, a partire dall’etimologia di una parola che fiorisce in bocca come scelta divergente, nasce dalla sua emancipazione dal contesto religioso che per così lungo tempo l’ha assorbita: in politica, nell’arte e in generale ovunque vi sia un gruppo omogeneo per credenze o idee, per valori o interessi, ci possono essere eretici, persone che scelgono di portarsi fuori dalla via usata.