COLLAPSED. Laurence Chellali. 13 dicembre – 8 febbraio 2025. Visionquest, Genova – Italia.
L’anno è il 2119. Il cambiamento climatico è in pieno effetto. Il punto di svolta era stato raggiunto cento anni prima, ma nessuno, soprattutto i capi di governo che avevano occhi e cuore solo per la sacrosanta economia di mercato, ci aveva creduto davvero nonostante i disperati avvertimenti degli scienziati. L’umanità aveva quindi continuato ad agire come se avesse a disposizione diversi pianeti per soddisfare i suoi bisogni di consumo, dicendosi “che fin qui tutto è andato bene”. Invece no… La siccità ha cominciato a imperversare in alcune parti del mondo, mentre altrove gli oceani hanno invaso la terraferma. Sotto l’impatto dell’inquinamento, dello sfruttamento eccessivo e del riscaldamento globale, la terra ha cominciato a diventare sempre meno fertile, trasformandosi in un deserto. Tutta la biodiversità è andata in crisi, provocando carestie senza precedenti ed i tre quarti dell’umanità sono morti. L’umanità, condannata a vedere scomparire sotto la polvere la propria terra, adesso vaga sola in un pianeta arido, composto di sabbia, roccia e ghiaccio e, talvolta, di piante miracolosamente sopravvissute. Ora tutto ciò che resta del nostro vecchio mondo, un tempo grande civiltà industriale, è cemento.

Certo, quello che racconta qui Laurence Chellali è una finzione, ma non troppo …… se, a causa dell’emergenza climatica che dobbiamo affrontare, crediamo ai teorici del collasso mondiale che stanno guadagnando un seguito sempre più consistente. Quello che questi studiosi stanno prevedendo, Laurence Chellali, artista francese che vive in Cina da diversi anni, lo ha visto quando ha attraversato la parte cinese del deserto del Gobi (parola che nella lingua Mongola significa “luogo senza acqua”), una terra desolata e arida che continua ad avanzare. I cinesi la chiamano il Drago Giallo e contro di esso forse solo l’intelligenza può combattere.

Chellali non ha dovuto provare ad immaginare come potrebbe essere il mondo in futuro a seguito degli effetti devastanti del cambiamento climatico, con dei rendering digitali, tra fantascienza e cruda realtà o creando fotogrammi immaginari e scenari distopici, che potrebbero arrivare dall’ultima pellicola di fantascienza o dai dipinti visionari di Roland Cat. Gli scenari delle sue immagini, frutto di una padronanza tecnica e di un sapiente uso della luce naturale, ritraggono il mondo così come è già: un mondo che è indubbiamente e visivamente affascinante, ma che si rivela estremo, cupo e inquietante come in un futuro non troppo lontano verso il quale è proiettato.

Laurence Chellali. With a background in journalism and web design, Laurence Chellali is what one might call a hybrid photographer, mixing artistic practices with documentary photography. She likes to connect, to break down boundaries, to explore new terrain, to be surprised by those she meets – and, sometimes, by herself. At the heart of this protean work, through the stories she discovers or those that are more intimate to her, she wishes to understand, to testimony, and even more, to share the narratives and experiences that unite the human community. Her work has been exhibited internationally, notably at the Nanjing Fine Arts Museum and at festivals in China, France and Italy. Represented by the OFOTO Art Gallery and Nomad No Mad Space in Shanghai, she is also a member of the DALAM IMAGES agency and the STUDIO HANS LUCAS (mainly documentary photography) and a contributor to the ARCANGEL IMAGES agency (artistic illustration photography). After living in Italy for 10 years, she’s been based in Nanjing, China since 2015. She teaches photography courses and workshops for adults. She also continues to run a photo blog in French where she talks about creative photography.

