Contrapposto Studies. Bruce Nauman. fino al 9 gennaio 2022. Palazzo Grassi, Venezia – Italia.

Da più di cinquant’anni l’artista americano Bruce Nauman è una delle figure più signi- ficative del panorama artistico mondiale. Ancora oggi le sue opere rivoluzionarie – che utilizzano mezzi molto eterogenei, come il suono, il video, il film, il neon, gli ologrammi e il 3 D – influenzano intere generazioni di artisti.

L’esposizione di Punta della Dogana, prende come punto di partenza un corpus di installazioni video recenti – la serie Contrapposto secondo l’espressione usata dai curatori della mostra, Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois – contestualizzato da una selezione di opere del passato. La mostra si concentra su tre aspetti fondamentali del lavoro di Nauman che rappresentano infatti delle componenti essenziali della serie Contrapposto: lo studio d’artista come spazio di creazione, l’uso del corpo nella performance e l’esplorazione del suono.

Il progetto dell’esposizione nasce dall’acquisizione congiunta da parte della Pinault Collection e del Philadelphia Museum of Art dell’importante nucleo di video Contrapposto Studies, I through VII (2015/2016) e del lavoro collegato, Walks In Walks Out (2015).

Il contrapposto – elemento fondamentale della scultura occidentale nato in Grecia nel V secolo a.C., che diventa una delle principali caratteristiche dell’arte rinascimentale – definisce la postura di una figura umana rappresentata in piedi quando il peso del corpo si appoggia su una sola gamba, creando così una torsione dinamica che contrasta con la rigidità delle opere arcaiche anteriori.

Utilizzando un’ampia gamma di materiali e di procedimenti, Nauman dimostra quanto alcuni dei nostri punti di riferimento fonda- mentali e apparentemente stabili come il tempo, lo spazio o il linguaggio siano in realtà precari. La sua volontà di provocare una condizione di disagio nel visitatore, di coinvolgerlo direttamente e di farlo restare costantemente in allerta è manifesta: «Voglio che [la mia arte] sia impetuosa e aggressiva, perché questo costringe la gente a prestare attenzione ».

Disorientare, destabilizzare, perfino sconvolgere lo spettatore: ecco l’intenzione dell’artista che non ci lascia mai indifferenti, perché la sua opera tocca temi universali come la vita e la morte, il piacere e il dolore, il corpo, l’identità, il ruolo del linguaggio. In questo senso Nauman è uno dei grandi rappresentanti di una tendenza creativa fondamentale della seconda metà del XX secolo, che in altri ambiti è incarnata in par- ticolare da Samuel Beckett, John Cage e Merce Cunningham.

Fin dagli esordi Bruce Nauman si è interrogato su una questione essenziale–sapere che cosa fa realmente un artista quando è da solo nel suo studio: « Mi sono risposto che in quanto artista tutto ciò che facevo lì doveva essere arte […]. L’arte come attività aveva preso il sopravvento rispetto all’arte come prodotto ».

Lo studio è dunque diventato il «campo di sperimentazione» all’interno del quale ha potuto sviluppare il proprio linguaggio artistico attraverso azioni in apparenza molto semplici. Da questo punto di vista, Nauman si è interessato fin dai suoi esordi al fatto di usare il suo corpo come materiale di lavoro. L’artista ha dichiarato in particolare di es- sersi ispirato al musicista di bebop Lennie Tristano, pianista noto per suonare senza introduzione né epilogo: « Fin da subito ho cercato di vedere se fosse possibile fare un’arte che suscitasse questo, che fosse semplicemente lì, improvvisa- mente. Come prendere un colpo in faccia con una mazza da baseball. O meglio, come es- sere colpito sulla nuca. Non si vede mai arri- vare il colpo; ti butta a terra e basta […] Il tipo di intensità che non fa capire se piacerà o no».

Farsi sorprendere e sopraffare fisicamente e mentalmente dalle suggestioni dell’artista, iniziare un dialogo intenso e personale con quelle suggestioni, partecipare all’opera: ecco l’esperienza unica alla quale il visitatore della mostra è invitato.

Bruce Nauman. Nato nel 1941 a Fort Wayne nell’Indiana, nel 1964 Bruce Nauman consegue il Bachelor of Science all’università del Wisconsin, dove studia matematica, fisica, musica e arti pla- stiche. Una volta ottenuto il Master of Arts con una specializzazione in scultura all’uni- versità della California nel 1966, la Nicholas Wilder Gallery di Los Angeles organizza la prima esposizione personale dell’artista. Nello stesso anno Nauman inizia a interes- sarsi a mezzi all’epoca poco convenzionali come la fotografia e il video. Si dedica inoltre a pratiche attinenti alla scultura e a sperimen- tazioni sonore e performance, che in quel periodo sono ancora relativamente poco in- serite nelle arti plastiche. In parallelo dedica parte del suo tempo all’insegnamento, in particolare all’Art Institute di San Francisco nel 1966 e, nel 1970, all’Università della California. Nel 1968, la Leo Castelli Gallery a New York e la Galerie Konrad Fischer a Düsseldorf espongono la sua opera in quello che diventerà una lunga serie di mo- stre personali dell’artista. Nello stesso annoNauman è invitato per la prima volta a parte- cipare alla Documenta a Kassel. Nel 1972, il Los Angeles County Museum of Art e il Whi- tney Museum of American Art a New York organizzano la sua prima mostra personale museale che viaggerà poi in diversi altri luo- ghi d’esposizione in Europa e negli Stati Uniti. Nauman si trasferisce nel 1979 nel New Mexico dove vive e lavora ancora oggi. Nel 1999 riceve il Leone d’Oro del miglior artista alla Biennale d’Arte di Venezia, e per la Biennale del 2009 rappresenta gli Stati Uniti in una mostra organizzata dal Philadelphia Museum of Art che vincerà il Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale. Dagli anni 1980 in poi, delle esposizioni personali importanti si svolgono nel mondo intero, tra le quali, più recentemente, la mostra « Bruce Nauman: Disappearing Acts » organizzata dalla Laurenz Foundation, Schaulager Basel e dal Museum of Modern Art a New York (2018-2019) e la mostra monografica alla Tate Modern a Londra (2020-2021).