Herbarium. I fiori sono rimasti rosa. Alessandra Calò. libro d’artista. Studiofaganel
Grazie alla collaborazione con Studiofaganel (galleria e casa editrice di Gorizia), Alessandra Calò ha realizzato un libro d’artista ispirato nella sua forma ad un erbario: una cartella contenente 16 tavole, ognuna con più livelli simbolici di lettura: le erbe stampate a mano (callitipie), il gesto di ognuno di noi che simboleggia la propria visione della “raccolta”, gli appunti di Antonio Cremona Casoli, che spezzano le barriere del tempo, ricollegandoci ad una parola ed un luogo comune.

La pubblicazione nasce a Reggio Emilia quando la Calò, ospite del Museo Civico, viene coinvolta in un progetto sociale che pone l’attenzione sul tema dell’incontro tra fragilità̀ e creatività̀, denominato Incontri! Arte e persone.
Questo è quello che racconta l’autrice: “Ad accompagnarmi nella realizzazione di un’opera, sei persone adulte con differenti disabilità: Valentina, Cinzia, Valentina, Paolo, Caterina, Flavia. Incuriosita dalla ricca collezione custodita ed esposta nel museo, il focus è caduto su ciò̀ che non è visibile al pubblico: una serie di erbari custoditi in un vecchio armadio nella sezione dedicata alla Botanica. Nonostante il carattere scientifico che li contraddistingue (famosa a Reggio Emilia è la collezione settecentesca del botanico e agronomo Filippo Re), ci siamo soffermati sullo “sguardo romantico” scoperto sfogliando un erbario dell’allora quattordicenne Antonio Casoli Cremona (1885) che catalogava in maniera amatoriale tutte le erbe presenti nel suo giardino e dintorni della città, prendendo appunti (spesso in dialetto reggiano) accanto ad ogni elemento botanico applicato sul suo quaderno. Con lo stesso spirito ci siamo cimentati nell’osservazione della natura presente intorno al nostro luogo di incontro e successivamente alla realizzazione di un erbario rayografico – attraverso processi chimici e camera oscura – dove il concetto di bellezza si è allargato fino ad includere l’imperfezione, la fragilità̀ e la marginalità. Simbolicamente, l’osservazione e la riflessione che sullo status delle “erbacce” (che spesso sono officinali o comunque di utilizzo storico comune) ci ha riportato concretamente sul piano sociale e sulla consapevolezza che spesso la collettività che ignora non riesce a vedere in ogni persona una risorsa bensì un intralcio. Restando fedele al mio modus operandi, dove la sovrapposizione di immagini e simboli crea una nuova visione del reale, nasce quest’opera. Herbarium, potrei definirlo il risultato di un percorso condiviso, durato quattro mesi, dove la pratica artistica si fonde con la sensibilità̀ dei gesti e lo sguardo stupito del gruppo”.

Alessandra Calò con Herbarium sarà in mostra in “un focus su Studiofaganel” in programma dal 21 giugno al 30 luglio 2024 ai Magazzini Fotografici di Yvonne De Rosa. Durante l’inaugurazione del 21 giugno alle ore 17, Sara Occhipinti, creatrice di Studiofaganel insieme a Marco Faganel, presenterà i cinque progetti, in esposizione, degli autori rappresentati. Oltre ad Herbarium di Alessandra Calò, ci saranno Neuromanti di Roberto Kusterle, Interno di Valerio Polici, Sto bene quando dormo di Alessandro Ruzzier, e uno inedito in corso di pubblicazione L’altro deserto rosso di Alessio Pellicoro.


