IL TEMPO SOSPESO. Focus su Luciano D’Alessandro. 20 gennaio | 2 aprile 2023. Magazzini Fotografici, Napoli – Italia.

Un lungo intervento di recupero e stampa ha restituito il racconto intimo e delicato del mondo interiore di Luciano D’Alessandro (Napoli, 1933 – Napoli 2016), maestro del fotogiornalismo italiano che fu corrispondente per alcune delle maggiori testate fotogiornalistiche italiane ed estere, celebrato da Achille Bonito Oliva, Domenico Rea, Martin Parr e amico di fotografi del calibro di Henri-Cartier Bresson e Josef Koudelka. Il tempo sospeso. Focus su Luciano D’Alessandro, percorso espositivo che punta l’attenzione sul grande autore e sul suo archivio, riportando alla luce una raccolta di fotografie provenienti da un faldone quasi del tutto inedito e molti suoi provini a contatto originali.

L’evento, reso possibile grazie alla collaborazione tra Adele Marini, responsabile dell’Archivio Luciano D’Alessandro, acquisito nel 2016 dallo Studio Bibliografico Marini e Yvonne De Rosa, fondatrice e direttrice artistica di Magazzini Fotografici, porta in allestimento, oltre ad alcune iconiche fotografie dei lavori più noti (Gli esclusiDentro il lavoroDentro le case), diversi provini a contatto originali, una ricca selezione di immagini provenienti dal faldone da lui denominato “LOVE”, prezioso contenitore dei momenti più intimi della vita di Luciano D’Alessandro in 6264 fotogrammi, e propone in proiezione il documentario dedicato al progetto Gli esclusi.

Il Focus, con una scelta di scatti in gran parte inediti, rende conto per la prima volta del mondo interiore di Luciano e del suo universo privato. Egli per tutta la vita visse proiettato fuori, verso ‘la sua gente’ e verso quella di paesi anche lontanissimi dalla sua amata Napoli. L’obiettivo è quello di sondare l’archivio alla ricerca di una diramazione inesplorata, per far luce sui momenti di pausa, le relazioni private, gli affetti degli amici più cari, la lunga relazione con Macha Merril, i bambini, i viaggi del cuore, il tempo sospeso.

Luciano D’Alessandro nasce a Napoli il 19 marzo 1933. All’inizio degli anni Cinquanta la sua passione per la fotografia, ereditata dal padre Ettore, emerge prepotentemente: inizia a fotografare con la Leica, appena acquistata da suo padre. Nel 1952 diventa fotografo professionista ed inizia a realizzare reportage giornalistici destinati alle principali testate nazionali. Nel corso della sua carriera lavorerà come fotoreporter per l’Unità, Il Mondo, L’Espresso, L’Occhio, il Mattino. Nel 1961 la prima mostra personale a Napoli, Taccuino di un fotografo, presso la Società Promotrice di Belle Arti Salvator Rosa, presentata da Paolo Ricci. A conclusione del suo lavoro nell’ospedale psichiatrico di Materdomini a Nocera Superiore, nel 1969 pubblica il suo primo fondamentale libro, Gli Esclusi, che sarà oggetto di numerose polemiche. Il regista Michele Gandin gira un documentario sulle fotografie del libro e la Rai TV realizza un filmato per la trasmissione AZ un fatto come e perché. Nel 1983 si trasferisce a Parigi, dove lavorerà per alcuni anni, fotografando la città e la Francia, pubblicando su riviste e quotidiani francesi. Frequenta la casa di Romeo Martinez dove intrattiene rapporti di amicizia con Henri Cartier-Bresson, Josef Koudelka, André Kertész, Marc Riboud e molti fotografi dell’agenzia Magnum. Dal 1990 al 2000 l’agonia del fotogiornalismo causata, tra l’altro, dall’immediatezza di altre fonti di informazione e dal calo di tensione verso i temi sociali e civili da parte di un pubblico attento ad altro, spinge D’Alessandro a occuparsi degli archivi, trasferendoli sul computer, alla ricerca di preziosi materiali dell’epoca di cui ha reso testimonianza, per soddisfare le frequenti richieste di case editrici, di collezioni pubbliche e private, di fondazioni, musei e mostre. Dal 2001 inizia la sperimentazione della tecnica digitale nella fotografia a cui dedica tutto il suo impegno professionale, stimolato dalla curiosità per questa novità rivoluzionaria. Nel 2002 su invito del Comune di Napoli installa, nella nuova stazione della metropolitana di piazza Cavour, nove gigantografie in esposizione permanente. Luciano D’Alessandro muore a Napoli il 15 Settembre 2016.