“Improvvisazioni piano solo” di Danilo Rea. Una melodia d’autore. di Patrizia Varone
Classe ’57, studi al conservatorio di Santa Cecilia e poi cattedra di jazz. La carriera del musicista Danilo Rea inizia così, tra classici, rock e pop elaborati attraverso il jazz in melodie ed improvvisazioni. Sabato 17 alle ore 21 sul palco del Teatro Trianon a Napoli, “Improvvisazioni piano solo” di Danilo Rea ha trasportato, per circa 90 minuti, il pubblico in un mondo armonico dove hanno preso forma brani di Pino Daniele, Mina, Fabrizio de André insieme alle famose arie di opere liriche di grandi compositori come Bizet, Puccini, Magnagni, Saint Saenz passando trasversalmente per una delle canzoni napoletane in cui si riconosce la nascita della canzone d’autore “Te voglio bene assaje” scritta da Raffaele Sacco e musicata probabilmente da Gaetano Donizetti. Il musicista dal palco mette insieme passione ed emozione accostando ad un repertorio classico, con profondo rispetto della bellezza degli originali, una rilettura personalissima e di acuta sensibilità del ricco e puro linguaggio jazzistico. “Per me – racconta Danilo Rea – un concerto è come un salto in un mondo che ti si apre strada facendo. È un po’ come raccontare una storia, cercando di costruirla parola dopo parola, e trovando spunti per reinventarla ancora, sempre viaggiando melodicamente sul filo dei ricordi comuni”.

È dal 2000 che Rea trova nella dimensione in Piano Solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e così facendo produce lavori discografici come Lost in Europe 2000, Lirico 2003, Solo 2006, Introverso 2008, A Tribute to Fabrizio de André 2010, Something in our way 2015. Tra le sue recenti collaborazioni vale la pena menzionare quella con Roberto Gatto e le rispettive figlie, Oona Rea e Beatrice Gatto, quella con il pianista Ramin Bahrami e ancora con la tuba di Michel Godard per finire al “Reset Trio” insieme agli amici musicisti Massimo Moriconi e Ellade Bandini. Dal 2023 la collaborazione con Fiorella Mannoia dà vita ad una tournée “Luce” che ha portato le note del pianoforte di Rea e la voce della Mannoia nei più bei teatri e nelle location più suggestive d’Italia. Tra i suoi ultimi Live si afferma il progetto “La Grande Opera in Jazz” dove Rea reinterpreta i grandi temi operistici affiancato dalle stelle del Canto. Un’esperienza per riscoprire le meraviglie del melodramma italiano in una chiave di lettura innovativa, che grazie alla tecnologia, porta nei Teatri le voci dei grandi cantanti lirici del ‘900, estratte da registrazioni storiche, ma vive e riconoscibili, senza orchestra.

Danilo Rea trova nella dimensione di “Improvvisazioni piano solo” il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale. “Improvviso sempre durante i concerti – aggiunge il pianista -, odio avere una scaletta. Nulla è già deciso: per me un concerto è come un salto in un mondo che ti si apre strada facendo. È un po’ come raccontare una storia, cercando di costruirla parola dopo parola, e trovando spunti per reinventarla ancora, sempre viaggiando melodicamente sul filo dei ricordi comuni”. Così, con il suo talento capace di spaziare su qualunque repertorio, la sua sensibilità musicale, il suo estro gentile e la sua forza creativa, Danilo plasma la melodia schiudendo le porte a infinite possibilità che si aprono agli ascoltatori. A Napoli, nella veste innovativa del Teatro Trianon, inaugurata da tempo dalla direttrice artistica Marisa Laurito, Danilo Rea ha portato il suo talento espressivo capace di attrarre il pubblico più vario che ha raccolto la sua melodiosità ricambiandola in un applauso accorato e duraturo.

