Marzia Migliora: Sette Mostre Immaginifiche 1993-2024.

A cura di Anna Cestelli Guidi e Matteo Lucchetti
Pubblicato da NERO Editions
Prodotto da Looking Forward Art Projects, Londra

Progetto realizzato con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (XII edizione, 2023).

Pubblicato da NERO Editions in italiano e inglese, prodotto da Looking Forward Art Projects – Londra e realizzato con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito della XII edizione (2023) del programma Italian Council, Marzia Migliora. Sette Mostre Immaginifiche 1993-2024 è la prima monografia dedicata all’artista.

Curato da Anna Cestelli Guidi e Matteo Lucchetti, il volume raccoglie oltre trent’anni di produzione dell’artista e include testi e mostre a cura di Diana Campbell, Anna Cestelli Guidi, Francesca Comisso e Nicoletta Leonardi, Maja e Reuben Fowkes, Matteo Lucchetti, Adrian Piper e Andrea Viliani, e i contributi di Eva Brioschi, Emanuele Coccia, Marzia Migliora, Elena Pugliese, Davide Quadrio e Vandana Shiva.

Pensato come un concept book in cui il corpus delle opere viene riletto attraverso sette tematiche ricorrenti nella pratica dell’artista, il libro è composto da sette mostre su carta, curate da altrettanti curatori che hanno immaginato di allestirle in luoghi d’elezione nella biografia di Migliora, configurando una personale geografia emozionale che attraversa l’Italia, dalla nativa Alessandria alle miniere di salgemma in Sicilia.

I temi che informano le mostre sono quelli della ruralità, del museo come luogo di classificazione, dei dispositivi di visione e percezione della realtà, del fare comunità, dell’estrattivismo, dell’oppressione patriarcale e delle metamorfosi interspecie nel passaggio tra vita e morte.

Marzia Migliora è un’artista che utilizza un’ampia gamma di linguaggi, tra cui fotografia, video, suono, performance, installazione e disegno, per creare opere che elevano le più semplici attività umane a momenti in grado di raccontare stralci di storia collettiva. Le tematiche ricorrenti nel suo lavoro sono la memoria come strumento di articolazione del presente e l’analisi dell’occupazione lavorativa come affermazione di partecipazione alla sfera sociale. In trent’anni di lavoro, l’artista ha inoltre raccontato le dinamiche umane che hanno condotto ai paradossi capitalisti della produzione industriale come fenomeno estrattivo e divisivo delle comunità. Nel suo lavoro ha sempre cercato di contribuire alla riorganizzazione di un immaginario più comunitario, guardando alle minoranze e alle loro istanze, e rovesciando le incongruenze sociali e politiche attraverso molteplici dispositivi visivi che vedono come fondamentale la partecipazione attiva dello spettatore. Negli anni più recenti le sue opere hanno accolto una prospettiva multispecie, inclusiva di prospettive animali e vegetali che contribuiscono a nuove e necessarie visioni in tempi di crisi climatica globale.