SENZ’ONDE. Isabella Balena. 27 marzo – 17 maggio 2025. Alessia Paladini Gallery, Milano – Italia
Senz’onde, personale di Isabella Balena, presenta una selezione di 20 fotografie intorno al paesaggio costiero dell’Alto Adriatico, che lo sguardo di Isabella Balena ci restituisce in una dimensione onirica e senza tempo. Le fotografie ritraggono un’atmosfera unica, che fonde la bellezza naturale dei luoghi con una sensazione di intimità e familiarità. Isabella cattura questi momenti con uno sguardo che non solo esplora il paesaggio, ma ne restituisce anche l’essenza più profonda, quella che solo chi conosce e vive il luogo può percepire. Il mare, in inverno, si presenta in una versione più silenziosa, ma altrettanto affascinante: il cielo grigio e le acque calme si mescolano in un’armonia di colori tenui che evocano una sensazione di tranquillità.
Quello della costa adriatica è un paesaggio minimo che rende ogni scatto una ri- flessione sulla familiarità del luogo. Le fotografie parlano di spazi conosciuti, di un’atmosfera che, pur cambiando con le stagioni, rimane immutata nella sua essenza. Ogni fotografia è come una carezza alla memoria, un modo per immortalare un paesaggio che è, per chi lo guarda, un riflesso di sé. E’ un paesaggio spoglio, ma non vuoto: ogni angolo rivela dettagli che solo un oc- chio attento e affezionato sa cogliere: un riflesso sulla superficie del mare, una nuvo- la che si dissolve all’orizzonte, un’alba che tinge il cielo di rosa. In queste immagini, il paesaggio non è solo un luogo fisico, ma anche un rifugio emotivo, un’eco di ricordi che sanno di casa. Silenzioso e accogliente, proprio come una vecchia amicizia che non ha bisogno di parole per rivelare la sua forza.

Isabella Balena, nata a Rimini nel 1965, vive a Milano. E’ stata assistente di Gabriele Basilico ed è professionista freelance dal 1991. Ha lavorato per alcuni dei principali periodici italiani e esteri occupandosi di repor- tage sociale e ritratto ma esplorando anche architetture e paesaggio. Da alcuni anni cerca di approfondire tematiche legate alla storia contemporanea e alle dinamiche sociali anche in aree di crisi e di conflitto. Ritiene che la fotografia trova la sua essen- za quando riesce ad essere “voce e sguardo” di una comunità altrimenti invisibile.


