Silence is a Gift. Ciro Battiloro. édition publiée par Chose Commun. février 2024. 92 pages 22,5 x 25 cm (le immagini della presentazione del testo a Napoli sono di Ludovico Brancaccio)

Rione Sanità (Napoli), Santa Lucia (Cosenza), Torre del Greco. Ci sono luoghi del Sud Italia che portano sui muri e sulla carne dei suoi abitanti cicatrici di ferite incurabili. In quelle ferite c’è la memoria storica e il volto reale delle persone. I loro nomi sono Alfonso, Elena, Marco, Stefania, solo per citarne alcuni. Alcuni provengono dagli stessi distretti e si conoscono, altri no. Ma hanno una cosa in comune: hanno tutti conosciuto Ciro Battiloro, che li ha seguiti nell’intimità di casa, con la sua macchina fotografica e con il cuore. Ha ritratto la loro vita quotidiana prendendovi parte.

“L’intimità è qualcosa di straordinario, essa rivela l’unicità di ogni vita umana – scrive Ciro Battiloro – . L’intimità intesa come vicinanza, prossimità è una forma di resistenza silenziosa e discreta. Essa è il riparo dallo scorrere del tempo, dalle crisi esistenziali e da tutti i fattori disgreganti che ci impone la società contemporanea: l’omologazione, la banalizzazione, le disuguaglianze sociali e la violenza.

Ho ricevuto il dono di essere accolto nelle case e nelle vite delle persone. Tutte le volte che varcavo la soglia delle loro case mi veniva chiesto se avessi mangiato e come stava la mia famiglia. Queste domande non sono semplicemente una forma di cortesia ma il segno tangibile di qualcosa di più importante: la cura per l’altro.

Probabilmente soltanto chi ha vissuto grandi solitudini puo realmente stare con gli altri. D’altronde cos’è la fotografia se non un modo per fare i conti con la propria solitudine e per superarla grazie ad una condivisione che diventa ricordo e creazione.

Ritrarre la vita quotidiana delle persone prendendone parte e celebrare l’ampiezza e la ricchezza delle sue emozioni è ciò che mi interessa. Lo stupore dell’incontro è la molla da cui nasce tutto, quello stupore approfondito nel tempo diventa ammirazione verso ciò che è vivo nella sua forma più essenziale ed autentica.

Ho visto nascere nuove vite, bambini diventare adolescenti, poi genitori a loro volta, ho dovuto salutare per sempre alcune persone. Tutto ciò mi ha ricordato quanto sia fragile l’uomo eppure negli sguardi, nei volti, nelle carezze delle persone che ho fotografato ho trovato una forza ed una tenerezza che danno un senso al nostro passaggio su questo pianeta.

Questo libro non è altro che una lettera d’amore verso le persone che ho incontrato”.

Il titolo del libro è stato tratto da una frase che Battiloro scrisse una domenica pomeriggio mentre vagava per il Rione Sanità. “La domenica pomeriggio subito dopo pranzo è uno dei rari momenti in cui regna il silenzio nel quartiere, la frase recitava: Il silenzio è un dono raro per questi vicoli, ma nella sua intima rivelazione, scopri l’anima nuda e immensa di un’umanità dimenticata.
Il titolo diventa una dichiarazione di intenti e un manifesto della mia estetica. Ho la sensazione che spesso intorno al sud ed in particolare intorno a Napoli ci sia la tendenza ad avere narrazioni che debbano in qualche modo far rumore, debbano attrarre l’attenzione sfruttando gli stereotipi e il folklore, ma in tutto questo rumore e questo chiacchiericcio mediatico scompaiono i veri vissuti di questi contesti che rappresentano una ricchezza e che custodiscono la memoria storica.

Le mie immagini vanno nella direzione opposta, Silence is a Gift parla di amore e di solitudine, di vita e di morte, di dolore e di gioia, ma soprattutto di intimità. Le mie immagini sono un tentativo di recuperare il senso della vita attraverso le relazioni, i quartieri e le famiglie che li abitano.

In particolare mi concentro sull’intimità del popolo perchè come scriveva Simone Weil ne La Persona e il Sacro “il popolo è molto più vicino a un bene autentico- che sia fonte di bellezza, di verità, di gioia e di pienezza- rispetto a coloro che gli accordano la propria pietà. Ma non avendolo raggiunto e non sapendo come pervenirvi, è come se ne fosse infinitamente lontano.”

Nel libro sono raccolte immagini scattate dal 2015 al 2021 al Rione Sanità di Napoli, al quartiere Santa Lucia di Cosenza ed a Torre del Greco. L’idea del libro di mettere insieme tre mie lavori è venuta da Cécile Poimbœuf-Koizumi cofondatrice di Chose Commune. Cécile mi ha proposto di ragionare insieme a qualcosa che fosse pensato esclusivamente per il libro, di lavorare a un nuovo progetto. La sua idea mi è parsa da subito molto stimolante, d’altronde ho sempre visto questi miei tre progetti come dei capitoli di un’unica trilogia”.

In Silence is a Gift c’è il testo di Erri De Luca. “Ho incontrato Erri durante un trekking ad Agerola sul “Sentiero degli dei” – racconta Ciro Battiloro – , abbiamo cominciato a parlare di fotografia e del libro che stavo ultimando. De Luca ha visto le fotografie e il Pdf del libro e dopo qualche giorno ha scritto il contributo”.