SIMONA BONANNO

Nel suo lavoro creativo si concentra principalmente sui regni della fotografia, dei libri d’arte, del design e della comunicazione. Nata a Messina, in Italia, Bonanno incarna questi ruoli con passione e dedizione. Ha affinato le sue competenze presso l’ESAG Penninghen e l’Université Paris 8 di Parigi prima di diplomarsi all’Accademia di Belle Arti in Italia, esplorando varie forme di espressione artistica. Il suo percorso artistico l’ha portata a mostrare la sua fotografia a livello internazionale, negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Canada e oltre. Ha ricevuto numerosi premi prestigiosi, tra cui il Lens Culture Street Photo (2022), l’International Women in Photo Association (2022), l’All About Photo (2016), il Grand Prix de Découverte (2013) e il Julia Margaret Cameron Award (2010). In particolare, una stampa in edizione limitata del suo lavoro è stata messa all’asta presso Snap! Toronto in Canada (2014) e due stampe sono state acquisite dalla Bibliothèque Nationale de France. Le fotografie di Bonanno, presenti in prestigiose reti e riviste come CNN, RTS UN, Resource Magazine, Amateur Photographer, Fotografia Reflex, National Geographic e Digital Camera Magazine, testimoniano la sua visione artistica unica. Simona Bonanno, residente in Sicilia, attualmente estende il suo poliedrico lavoro in tutto il mondo, con un focus particolare su Germania e Francia. Attraverso la sua accattivante narrazione visiva, Bonanno coinvolge costantemente il pubblico, lasciando un impatto duraturo con la sua prospettiva unica e la sua espressione artistica. La sua capacità di trascendere i confini e connettersi con un pubblico diversificato riflette il fascino universale della sua visione creativa.

ABOARD chronicles

É un viaggio visivo alla scoperta dell’affascinante anonimato di chi vive una crociera, una vera e propria società cosmopolita sui mari. Passeggeri e membri dell’equipaggio abitano, per periodi più o meno lunghi ma limitati nel tempo, queste città galleggianti: “Solcando i mari siamo in moto perpetuo. Nel susseguirsi dei ponti, nel labirinto dei corridoi, nei saloni brillanti e nei giochi d’acqua delle piscine, si perde la propria storia e se ne ritrova un’altra”. Queste storie prendono vita in immagini in bianco e nero che raccontano un ambiente sorprendentemente favorevole alla riflessione. Il ritmo della vita su una nave è affascinante: ogni ciclo è preciso, scandito. Una, due settimane per i passeggeri, circa 6 mesi per gli equipaggi. Ad ogni ciclo ci saranno sempre le stesse persone, che faranno le stesse cose allo stesso modo e negli stessi spazi. In principio può sembrare destabilizzante. Chiunque e nessuno: sulla nave si diventa parte di un enorme meccanismo che gira e si rinnova continuamente; tutti ne fanno parte. Dopo un’attenta e lunga osservazione, la mia idea iniziale è cambiata. La nave da crociera, una piccola superficie quadrata disposta su più livelli in equilibrio sui mari, è il più denso contenitore multietnico che esista. In questo luogo galleggiante, osservo gli estranei come creature meravigliose che giocano con regole perpetue, costruendo i propri spazi privati in un contenitore condiviso, giocando, amando, ridendo e lavorando come dentro una bolla senza tempo. La nave scintillante seduce i passeggeri, rendendo l’equipaggio pressoché invisibile. Ma tutto funziona, esiste e seduce grazie ai membri dell’equipaggio. Essi ne sono il meccanismo, il cuore pulsante delle città sul mare. Così la nave, da enorme bestia che fagocita le identità delle persone che trasporta, diventa lo scenario perfetto per la messa in scena, il palcoscenico delle storie perpetue. Ogni anno, in Europa, le navi da crociera trasportano oltre 100.000 passeggeri. Una crociera ospita mediamente 6000 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, in una lunghezza di circa 400 metri per un’altezza inferiore a 70. In questo spazio fisico che fluttua magicamente sulle acque, si diventa un solo corpo, tutti e nessuno, senza alcun legame o realtà con la propria identità.

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