West. Francesco Jodice. Electa, 2023. Pagine 176. Illustrazioni 70.

WEST racconta il sorgere e il declino dell’ultimo grande impero occidentale in un arco di tempo compreso tra l’inizio della Corsa all’oro (1848) e il fallimento della Lehman Brothers (2008). Percorrendo in tre lunghi viaggi i deserti dell’Ovest americano e una delle più antiche strutture geologiche del pianeta, l’artista e fotografo Francesco Jodice rilegge una parte della nostra storia attraverso un repertorio visivo di miti e di ruderi, di utopie, miraggi e fallimenti: archeologia di un presente che è già passato.  “Il progetto WEST – spiega Francesco Jodice nell’intervista pubblicata nel libro – è in parte anche il tributo a una storia visionaria e forse irripetibile, la più potente macchina di immaginari della storia, o come l’aveva chiamata Paul Virilio, la più grande produttrice di armi di distrazione di massa. Intendo dire che la cultura statunitense, la sua incomparabile macchina sociale dello spettacolo, per citare Guy Debord, nasce bipolare: inventa e forma l’identità americana ma in modo pervasivo raggiunge chiunque ovunque. Diventa una koinè planetaria, come diceva Gore Vidal, il cinema americano è il vero esperanto del XX secolo. […] Gli americani hanno davvero creduto in questo guazzabuglio di star e starlette, spesso permettendo loro di assurgere drammaticamente al ruolo di presidenti e governatori”.

In un’epoca di riletture e revisionismi, WEST propone una storia alternativa del potere e della cultura di tutto l’Occidente e non solo degli Stati Uniti, ma è anche il tributo a una storia visionaria e forse irripetibile, quella della più potente macchina di immaginari mai esistita. “la relazione tra fotografia ed esplorazione del West – continua l’artista – è descritta perfettamente da Martha A. Sandweiss quando scrive: photography and the West came of age together. Credo anche che il West sia stato riportato e documentato dalla fotografia e, al contrario, reinventato dal cinema. Sono due rappresentazioni inconciliabili dello stesso luogo: la fotografia ha tentato di stabilire un rapporto di prossimità con una severa e credibile rappresentazione topografica mentre il cinema si è preoccupato di porre le basi per una meravigliosa mitologia spesso bugiarda e fuorviante”.

Le settanta opere fotografiche a colori e di grande formato realizzate attraverso undici stati – California, Arizona, Nevada, New Mexico, Texas, Colorado, Utah, Wyoming, Montana, Idaho e South Dakota – sono corredate da mappe e materiali storici e iconografici. “Mi interessa che lo spettatore abbia dei dubbi – sottolinea Jodice -, che guardando una mia fotografia si chieda se le cose in un preciso momento, in un dato luogo, siano realmente andate in un certo modo. Nessuna fotografia del progetto WEST è “staged”, eppure credo si abbia spesso l’impressione di trovarsi di fronte ad una messa in scena come nel caso dei due pistoleri simultaneamente colpi􏰀 a morte nella rappresentazione teatrale della sfida al O.K. Corral di Tombstone in Arizona, oppure nel caso dei due motociclisti-astronauti che ammirano incantati la piramide mausoleo dei fratelli Ames nella Albany County in Wyoming. E la luce è uno dei dispositivi culturali che attendo e tratto in modo tale da rendere la scena improbabile per quanto veritiera. La luce nel mio caso non conduce alla verità ma a un mucchio di dubbi”.

Il volume è completato da un testo del curatore Francesco Zanot e da conversazioni con Matteo Balduzzi, Mario Calabresi, Francesco Costa. Mercoledì 21 febbraio Francesco Jodice presenterà West da Micamera-Milano.