Economia marittima: protagonista il Mediterraneo di Patrizia Varone

“Italian Maritime Economy” rapporto 2024, ricerca e pubblicazione realizzate da SRM.

Esiste un punto di osservazione per comprendere l’economia mondiale: l’economia marittima. E Srm centro studi legato al Gruppo Intesa Sanpaolo ne è un attento analista.

Il rapporto annuale “Italian Maritime Economy” è ormai un appuntamento consolidato per trattare di trasporto marittimo, scenari e nuove sfide. Srm lo ha presentato a Napoli, alle Gallerie d’Italia, attraverso le voci del Presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, del Presidente di SRM, Paolo Scudieri, e poi per entrare nel dettaglio della ricerca 2024, di Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM, e Alessandro Panaro, Responsabile Maritime & Energy SRM.

Le chiavi di lettura attraverso cui comprendere ciò che accade intorno al commercio via mare globale e il peso dell’Italia sono: le previsioni positive dei trasporti marittimi, la crescita dei vettori marittimi container e gli investimenti dei processi di verticalizzazione, l’orientamento green del settore che utilizza sempre più carburanti alternativi, il ruolo protagonista del Mediterraneo.

I trasporti via mare attraverso il mare di mezzo crescono ad una velocità maggiore che nell’intero globo. Le previsioni danno al 2028 l’area Med come terza area per intensità di crescita con un tasso medio di aumento (3,3%) maggiore del dato a livello mondiale (2,5%).  Le attuali tensioni del Medio Oriente non influiscono sulla movimentazione marittima nel Mediterraneo. C’è una diminuzione dei passaggi sul canale di Suez ed uno spostamento verso lo stretto di Gibilterra che rende i porti della Spagna e quelli sul tirreno in Italia, più appetibili.

I porti italiani, in generale, hanno tenuto. In particolare i porti del mezzogiorno d’Italia si sono attestati nel loro ruolo fondamentale nella movimentazione marittima in Italia: il 47 % degli scambi passa infatti per gli scali del Sud Italia. Nonché nella posizione di ponte verso il Nord-Africa.

Nuove le sfide che appaiono all’orizzonte per le quali bisogna investire. È necessario infatti rafforzare il ruolo di hub energetici dei porti, che dovranno essere anche capaci di accogliere navi sempre più grandi (è questa la tendenza generale), potenziare l’intermodalità, ossia l’uso di più modalità di trasporti merci che permetta di non interrompere il percorso, sviluppare le aree poste alle spalle del porto (retroportuali) che servono alla gestione e alla preparazione dei carichi.

Il dibattito si è poi aperto ai vari interlocutori. Hanno parlato di Mediterraneo e ruolo geostrategico l’Ammiraglio di Squadra Aurelio De Carolis, Capo della Squadra Navale della Marina Militare; Rodolfo Giampieri, Presidente Assoporti; Emanuele Grimaldi, CEO Grimaldi Group e Presidente ICS-International Chamber of Shipping. Hanno dialogato intorno alla logistica e al futuro, Sabrina De Filippis, CEO Mercitalia Logistics; Betty Schiavoni, Vicepresidente ALSEA; Mario Zanetti, Presidente Confitarma e delegato Confindustria alla Blue Economy. Interventi anche dell’Ammiraglio di Squadra della Guardia Costiera, Pietro Giuseppe Vella, Direttore Marittimo della Campania e del Direttore Regionale di Intesa Sanpaolo, Giuseppe Nargi.